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[...] L'edificio storico del Convento diviene contemporaneamente contenitore e contenuto grazie alla realizzazione di una grande copertura in vetro e acciaio che, cingendo il Chiostro delle Arche, ricrea e ripensa lo spazIo esistente, trasformandolo profondamente nel suo essere, da luogo all'aperto e di passaggio ad area al chiuso e dello stare. 
Il cortile del Convento diviene il cuore della nuova fabbrica, risulta essere il foyer attraverso il quale è possibile accedere alle diverse aree del museo, alle sue varie sale e gallerie, ma dal quale, nel contempo, è possibile osservare da una posizione privilegiata sia il Chiostro delle Arche che parte del nuovo intervento e potrà essere cosi utilizzato anche come grande sala polifunzlonale [...].



A. SOCI, Convento di S. Francesco in AL - Mensile d'Informazione degli Architetti Lombardi, A. Greco Editore srl, Milano, n°10, 2004.
Saranno esposti fino al 7 marzo presso l'ex teatro sociale i progetti vincitori del Premio di Architettura Città dei Mille, promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con l'Ordine degli Architetti della provincia di Bergamo e sponsorizzato dal gruppo Gewiss. 
Il tema del concorso di idee riguardava la ridefinizione architettonica di otto ambiti urbani della città alta, individuati in funzione di un possibile "Percorso delle architetture e dei servizi" che ne rivitalizzerebbe il versante nord.
Tra gli oltre 70 progetti presentati, il 14 febbraio la giuria presieduta da Tobia Scarpa ha premiato i vincitori per i rispettivi ambiti [...].





Proposte per Bergamo Alta in Il Giornale dell'Architettura, Umberto Allemandi & C. Torino, Londra, Venezia, New York, anno 3, n°16, Marzo 2004.
L'intenzione progettuale è stata di trasformare l'ex convento in un nuovo "Polo della Cultura". Si è intervenuti con la rilettura tipologica del convento e con la ricerca funzionale degli spazi. L'edificio storico del Convento diviene contemporaneamente contenitore e contenuto grazie alla realizzazione di una grande copertura in vetro e acciaio che, cingendo il Chiostro delle Arche, ricrea e ripensa lo spazIo esistente, trasformandolo profondamente nel suo essere, da luogo all'aperto e di passaggio ad area al chiuso e dello stare. 
Il cortile del Convento diviene il cuore della nuova fabbrica, risulta essere il foyer attraverso il quale è possibile accedere alle diverse aree del museo, alle sue varie sale e gallerie, ma dal quale, nel contempo, è possibile osservare da una posizione privilegiata sia il Chiostro delle Arche che parte del nuovo intervento e potrà essere cosi utilizzato anche come grande sala polifunzlonale [...].

A. SOCI, Convento di S. Francesco in UNDER 40 a cura di Redazione AL, Gruppo Mancosu Editore, Roma, Maggio 2007.
The Zuo'an road, which passes right through the Study Area, is the end section of the Beiiing-naniin highway. Although no adequately quantified account of its role in the transport system and any related issues was available to us, we assumed by an~logy that: a) given the level of car ownership (already high, but stili rising) and the criticai stale of traffic in downtown Beiiing, tHè Beiiing:Tianiin motorway must terminate at the third city-wall ring road; so, because of this junction, there will presumably be a set of intenmodal car pari<s here, of the Park and Ride type. b) a radiai tramway line from the centre towards the sauth-eastern periphery will presumably run along the historic Zuo'an Road; and between the intersection of the third city-wall ring road with the Beijing-Tianjin motorway and the point where the Zuo'an Road crosses the second ring there will be a sunken parklroad ("New Zuo'an Road"), giving access lo various car parks for modal interchange with the annular metro lines and the radiai tramway [...].

a cura di: H. Linfei, M. Meriggi,  Urban Design Beijing-Milano, Progetti per la città di Beijing, China Eletric Power Press Editore, Beijing, 2008.
Fino al 1860, data dell'Unità nazionale, tre erano le carceri giudiziarie milanesi, ripartite in distinti quartieri della città: quelle del Tribunale, tra la piazza Beccaria ed il vicolo di San Zeno (ex-palazzo di Giustizia); quelle della Questura, dette di Santa Margherita; quelle della Pretura, nell'ex convento di Sant'Antonio. Nel primo carcere venivano rinchiusi principalmente gli imputati in arresa di giudizio ed i condannati in procinto di essere trasferiti; nel secondo gli arrestati di passaggio, le prostitute ed i debitori; nell'ultimo i mendicanti ed i vagabondi. A tali luoghi di reclusione si aggiunsero in seguito, durante i lavori di demolizione del carcere di Santa Margherita, previsti nel quadro degli interventi di sistemazione della piazza del Duomo [...].




Tesi di laurea degli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica in Carcere, città e architettura, a cura di M. Biagi, Maggioli Editore, Milano, Ottobre 2012
La lettura del fenomeno delle grandi esposizioni è spesso legata alla fantasmagoria mediatica dei gesti architettonici o alla grandiosità degli apparati scenografico-tecnologici dell’evento. Il rapporto città-esposizione viene così declinato – nel contesto odierno – secondo un principio di straordinaria temporaneità dove i concetti di oggetto architettonico e morfologia urbana sono superati dalle fugaci espressioni dello “stupire a tutti i costi”.
Rileggere la storia delle grandi esposizioni nel loro rapporto con la costruzione della città diviene lo strumento per comprendere come il passato – anche recente – abbia saputo coniugare la natura dell’evento alla struttura del luogo e alla sua tradizione culturale. Vienna (1873), Parigi (1889) e Lisbona (1998) sono solo alcuni esempi di come le esposizioni siano state in grado di concorrere alla formazione e all’identità della città, non come manifestazioni dell’effimero, ma come parti compiute di nuova fondazione. 


A. SOCI, Architettura Esposizione Città, Libraccio Editore, Milano (2015)
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